Poesía y traducción

Alda Merini


IO LO SO

Io lo so
che il figlio mio e Tuo
non lo vedrà nessuno
e che tutti lo vedranno.
Ma a Giuseppe
cosa dirò?
Lui che piange nascosto in una lacrima,
in un canto?
Cosa dirò?
Che Tu prima di lui
hai visto la mia solitudine
e ne hai fatto un corpo?
Cosa dirò a Giuseppe mio sposo?
Dirò che l’ho ingannato?
Dirò che l’ho tradito con Te?
Ma come si può tradire un uomo
con un’essenza divina?
Cosa dirò a Giuseppe, Signore?
Questo compito ingrato,
questo dubbio atroce,
tutti gli uomini l’avranno in cuore
quando vedranno una vergine incinta
della Tua Stessa Parola.

IV

Audacia, senso imperituro di luce
-noi siamo così transitori-
e le campagne ignude, e i falsi vigneti
e le colline indomite,
acuto senso di luce,
fino a quando durerà la nostra mestizia?
O forse l’incostanza dei poeti
ci cancella dalle pagine scritte?

Audacia, senso imperituro di luce
dietro le palafitte del cuore
chi dissolverà il tuo tempio di sangue?

APRO LA SIGARETTA

Apro la sigaretta
come fosse una foglia di tabacco
e aspiro avidamente
l’assenza della tua vita.
È così bello sentirti fuori,
desideroso di vedermi
e non mai ascoltato.
Sono crudele, lo so,
ma il gergo dei poeti è questo:
un lungo silenzio acceso
dopo un lunghissimo bacio.

SONO NATA IL VENTUNO A PRIMAVERA

Sono nata il ventuno a primavera
                  ma non sapevo che nascere folle,
                  aprire le zolle
                  potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
                  vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

***


Alda Merini es traducida por:

- Jeannette L. Clariond

Publicado el 20/5/2010

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